Degenerazione maculare senile

Proteggere il centro della visione.

Cos'è

La degenerazione maculare senile o AMD è la causa principale di perdita della visione centrale dopo i 55 anni. Questa patologia colpisce la macula, una piccola porzione della retina fondamentale per leggere, guidare e riconoscere i volti. Quando il metabolismo della retina inizia a rallentare a causa dell’invecchiamento, si possono sviluppare due forme distinte della malattia.

La forma più comune è la AMD “Secca” (Atrofica), caratterizzata dalla comparsa di piccole lesioni chiamate drusen. Questi accumuli di scorie cellulari impediscono il corretto nutrimento dei tessuti, portando a un lento ma progressivo assottigliamento della retina. Più aggressiva è invece la AMD “Umida” (Essudativa), dove sotto la macula crescono nuovi vasi sanguigni anomali e fragili (membrana neovascolare sottoretinica) che perdono liquidi o sangue, danneggiando rapidamente la vista centrale.

Come cambiano i sintomi e quali sono i rischi

Accorgersi della malattia non è sempre immediato, specialmente se colpisce un solo occhio che viene “aiutato” dall’altro. Tuttavia, segnali come la visione centrale sfuocata o una macchia scura fissa al centro del campo visivo (scotoma) sono campanelli d’allarme da non ignorare. Un sintomo tipico della forma umida sono le metamorfopsie, ovvero la distorsione delle linee dritte che iniziano ad apparire ondulate o spezzate.

Diversi fattori concorrono allo sviluppo della AMD: oltre all’età e alla familiarità, incidono molto il fumo, l’ipertensione, l’obesità e una dieta troppo ricca di grassi. Anche l’eccessiva esposizione alla luce solare senza protezione durante la vita può accelerare i processi degenerativi legati ai lipidi e al metabolismo dell’epitelio pigmentato retinico.

Diagnosi e percorsi di cura

Per una diagnosi precisa, il dott. Daniele Cardillo esegue una visita approfondita del fondo oculare supportata da tecnologie come l’OCT (tomografia ottica), un esame rapido e non invasivo che mostra i minimi cambiamenti strutturali della macula. In alcuni casi, può essere necessaria l’angiografia con fluoresceina o verde di indocianina per mappare la circolazione profonda dell’occhio.

Per quanto riguarda le terapie, nella forma secca si punta sulla protezione attraverso integratori specifici a base di zinco e vitamine antiossidanti (C ed E), che aiutano a rallentare l’evoluzione della malattia. Nella forma umida, invece, si interviene con le iniezioni intravitreali di farmaci anti-VEGF e VEGF-Trap. Sebbene l’idea di un’iniezione nell’occhio possa spaventare, la procedura viene eseguita in pochi minuti con colliri anestetici ed è meno dolorosa di una comune puntura intramuscolare.

Prevenzione e controlli

Prendersi cura della propria vista dopo i 50 anni significa soprattutto agire sui fattori di rischio. Una dieta corretta ricca di frutta, verdura e pesce (fonte di omega 3), unita al controllo della pressione e all’abbandono del fumo, rappresenta la miglior difesa. Controlli oculistici periodici e semplici test di autovalutazione domestica sono fondamentali per identificare tempestivamente ogni cambiamento e intervenire prima che il danno diventi invalidante.

Hai notato cambiamenti nella tua visione centrale o linee che appaiono distorte? Contatta lo studio del dott. Daniele Cardillo per una valutazione specialistica completa e per definire il piano terapeutico più adatto a proteggere la tua vista.

Torna in alto