Retinopatia diabetica

Oggi è la causa principale di perdita della vista tra le persone in età lavorativa, ma è anche una patologia che può essere gestita con successo se monitorata nel modo giusto.

Diabete e vista: come proteggere la tua retina

La retinopatia diabetica è una complicanza seria per chi convive con il diabete.

Si tratta di una malattia progressiva che danneggia i vasi sanguigni della retina: se trascurata, può portare a danni permanenti, ma una diagnosi corretta cambia radicalmente la prospettiva.

Il dott. Daniele Cardillo è un punto di riferimento per chi affronta questa condizione, e grazie alle sue competenze e alla sua esperienza tratta anche le forme più avanzate e complesse attraverso la chirurgia e le terapie laser.

Le diverse forme della retinopatia diabetica

La malattia non si presenta sempre allo stesso modo. È importante capire in quale fase ci si trova per intervenire tempestivamente:

  • Forma iniziale (non proliferante): compaiono microaneurismi, piccole emorragie e alterazioni dei capillari. In questa fase spesso non ci sono sintomi evidenti, ecco perché i controlli periodici sono vitali.
  • Forma avanzata (proliferante): l’occhio inizia a creare nuovi vasi sanguigni, che però sono fragili e anomali. Questi vasi possono rompersi causando emorragie o, nei casi peggiori, il distacco della retina.
  • Edema maculare diabetico: questa complicanza può apparire in qualsiasi momento. Il liquido si accumula nella macula (il centro della retina), appannando la visione centrale e rendendo difficile mettere a fuoco.

L’importanza della diagnosi precisa per proteggere i tuoi occhi

Per proteggere la vista serve approfondire in maniera precisa e dettagliata lo scenario e per farlo sono fondamentali alcuni esami come l’OCT (tomografia a coerenza ottica) che consente di analizzare gli strati cellulari della macula, ovvero la zona dove nasce la visione distinta, l’angiografia retinica che è essenziale per valutare come circola il sangue nei capillari e individuare zone sofferenti e alcuni esami funzionali utili a monitorare costantemente quanto la retina centrale sia ancora efficace.

Trattamenti specialistici: dalla terapia laser alla chirurgia 3D

L’approccio del dott. Daniele Cardillo non è mai standard, ma costruito sulla gravità della patologia e sulle esigenze del paziente. Il dottore esegue iniezioni intravitreali  con uso di farmaci anti-VEGF di seconda generazione o corticosteroidi. Servono a “spegnere” la crescita dei vasi anomali e a sgonfiare l’edema maculare, stabilizzando la vista.

Sono fondamentali i trattamenti laser come il laser argon per la fotocoagulazione, fondamentale quando bisogna “sigillare” le aree dove i vasi proliferano, il laser giallo sottosoglia ovvero una terapia non distruttiva e ripetibile, ideale per i casi cronici di edema maculare perché stimola la retina senza danneggiarla.                 

Infine, tra i trattamenti disponibili c’è anche la chirurgia vitreoretinica che è utile per casi complessi  — come in presenza di emorragie vitreali, distacchi di retina trazionali o membrane fibrovascolari.

Un percorso di cura completo, non solo un intervento per i pazienti diabetici

Affrontare la retinopatia diabetica significa guardare al lungo periodo. Il dott. Daniele Cardillo non si limita alla terapia, ma segue il paziente aiutandolo a comprendere quanto il controllo del diabete sia parte integrante della cura degli occhi. 

Hai dubbi sul tuo percorso di cura? Se ti è stata diagnosticata una maculopatia, un edema retinico o vuoi capire se il laser giallo sottosoglia può aiutarti a evitare interventi più pesanti, prenota una consulenza. Analizzeremo il tuo caso per costruire insieme un piano su misura.

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F.A.Q.

La retinopatia diabetica può colpire anche se vedo bene?

Sì. Nelle fasi iniziali può essere asintomatica, ma i danni alla retina possono progredire in silenzio. Per questo è fondamentale eseguire controlli regolari, anche in assenza di sintomi.

Ogni quanto va controllata la retina se ho il diabete?

Il controllo oculistico specialistico va effettuato almeno una volta l’anno, o con maggiore frequenza in caso di retinopatia già diagnosticata. 

Le iniezioni intravitreali sono dolorose?

No. Vengono eseguite con anestesia locale in gocce e in ambiente sterile. La procedura è rapida e indolore, con ripresa immediata delle normali attività. 

Il trattamento laser è ancora utilizzato?

Sì. Il laser retinico, in particolare l’argon laser, è ancora indicato nei casi di retinopatia proliferante. In alternativa, il laser giallo sottosoglia è utile nei casi cronici o associati a edema maculare.

Il laser giallo sostituisce le iniezioni intraoculari?

Non sempre. In alcuni casi il laser viene usato in combinazione con le iniezioni anti-VEGF per potenziare l’effetto terapeutico e ridurre la frequenza delle somministrazioni. 

Se la retinopatia è avanzata, si può comunque intervenire?

Sì. Nei casi più gravi il dott. Daniele Cardillo può eseguire interventi chirurgici retinici avanzati (vitrectomia) per rimuovere sangue vitreale, membrane o trazioni che compromettono la retina.

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